05/feb/2009

Terzo occhio



28/gen/2009

L'apertura del terzo occhio

Dalla lista AURORA
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EVOLUZIONE DI UNA LEGGENDA

L'apertura del terzo occhio

Il rituale della perforazione del cranio, in uso in alcuni monasteri tibetani, potrebbe avere lo scopo di aumentare il metabolismo cerebrale e ripristinare facoltà percettive perdute nei secoli

n tutte le culture delle antiche civiltà del mondo si ritiene che un tempo, in un passato remoto, gli dei e gli uomini vivessero insieme e che questi ultimi fossero dotati di poteri straordinari, simili a quelli degli dei stessi. In un tempo che fu, l'uomo peccò di presunzione e come castigo le sue facoltà vennero drasticamente ridimensionate. In Tibet questa leggenda prevede che tali poteri straordinari risiedano nel terzo occhio, chiuso dagli dei quando l'uomo tentò di ucciderli. I monaci, o meglio i Lama, da migliaia di anni praticano, esclusivamente agli iniziati che ne sono degni, un delicato intervento chirurgico di perforazione cranica in corrispondenza di un preciso punto della fronte, per riaprire il terzo occhio e potenziare così di mille volte le capacità di chiaroveggenza e di comprensione della realtà.

L'intervento chirurgico

Tutte le culture del mondo considerano la chiaroveggenza come un senso aggiuntivo, una sorta di vista che scruta all'interno del mondo invisibile. L'apertura chirurgica del terzo occhio viene accuratamente descritta nel libro "Il terzo occhio", di T. Lobsang Rampa, pseudonimo utilizzato da un Lama tibetano poi trasferitosi in Occidente. L'intervento chirurgico segue un rituale preciso che inizia al tramonto con l'applicazione di un impacco di erbe sulla fronte. L'impacco viene tolto dopo alcune ore e l'area viene accuratamente ripulita. Con uno strumento simile ad un punteruolo dentellato, sterilizzato su una fiamma, viene quindi eseguita la perforazione. Nel foro viene inserita una durissima scheggia di legno, precedentemente esposta al fuoco e all'azione di erbe curative. Per alcune settimane l'iniziato rimane in una stanza buia, dove la luce viene fatta entrare progressivamente, mangia e beve pochissimo, il minimo indispensabile alla sopravvivenza. Dopo 17 giorni la scheggia viene estratta e bruciata insieme a degli incensi particolari.

Sulla minuscola ferita vengono infine applicate delle altre erbe dal potere cicatrizzante. L'intervento avviene con il soggetto sveglio e cosciente. Dopo l'apertura l'iniziato è subito in grado di vedere le auree psichiche emanate dalle persone. L'aura psichica è la radiazione della forza vitale (anima) dell'individuo e si presenta come un profilo colorato che circonda il corpo e, in base al colore e all'intensità cromatica, gli esperti possono dedurre lo stato di salute della persona, la sua dirittura morale, lo stadio della sua evoluzione. Ad esempio, chi conduce una vita virtuosa ha un alone tendente al dorato, chi deve evolvere spiritualmente ha un alone di colore blu, chi mente emana degli aloni colorati, chi ha un carattere tendente all'ira è circondato da un alone dal colore fiammeggiante. Anche lo stato di salute ed i pensieri negativi della mente sono individuabili da particolari effetti di luce e di colori che compaiono nella sua aura psichica.

La vista interiore

Il terzo occhio, quindi, percepisce un livello della realtà normalmente inaccessibile.
Il suo uso viene insegnato e regolamentato dai Lama che si avvalgono di cristalli per mettere a fuoco la vista interiore, come un biologo si avvale del microscopio per osservare i batteri.
Essi possono chiuderlo o aprirlo a piacimento, per essere anche in grado di avere una vista normale, evitando di dover sempre scrutare nei difetti degli uomini. L'apertura del terzo occhio prelude poi agli insegnamenti che renderanno l'iniziato in grado di comunicare telepaticamente e compiere viaggi astrali, distaccandosi dal corpo fisico, di levitare e perfino di rendersi invisibile. Tutto ciò, per noi occidentali, rimane difficile da capire e da accettare. I Tibetani hanno un bellissimo paragone per rendere meglio l'idea. Supponete di dover spiegare ad una persona nata cieca e vissuta esclusivamente in un contesto di persone prive della vista il fatto che voi vediate, che percepite come sono gli oggetti senza doverli toccare, senza entrarvi in contatto fisico. Sarà molto difficile che lo possiate far capire. Così siamo noi, disabituati all'uso di queste facoltà che abbiamo finito per ignorare totalmente e che stentiamo ancora a concepire. Eppure, stando alle antiche tradizioni di tutto il mondo, tali capacità "extra" sono innate, un tempo le usavamo normalmente. Questo sesto senso di cui la storia, l'occultismo e l'esoterismo sono pervasi, ha una qualche base scientifica? La risposta è sì. Certi animali sono dotati di un terzo occhio fisico, come alcune specie di rettili, di anfibi e di pesci.
Nei mammiferi, quindi anche nell'uomo, l'apparato è riconducibile alla ghiandola pineale, una minuscola formazione posta alla base del cranio, le cui funzioni sono oggi in gran parte sconosciute.

Tecniche di stimolazione

Molti psicologi attribuiscono allo sviluppo della ghiandola pineale le capacità paranormali dei chiaroveggenti, capacità che si ritiene possano essere sviluppate in tutti, mediante la stimolazione della ghiandola. Fra le tecniche ipotizzate per tale stimolazione vi è proprio la perforazione del cranio all'altezza della fronte. In questo modo si ritiene che venga creato un flusso psichico tra il mondo esterno e la ghiandola pineale, in grado di far percepire alla persona ciò che normalmente non si può vedere. Le nostre (ancora molto limitate) conoscenze mediche sul funzionamento cerebrale ci dicono che il mantenimento della massima quantità di sangue nel cervello consente a tutte le sue cellule di avere un metabolismo ottimale. All'uomo, nella fase terminale della crescita, si chiudono le suture del cranio ed il cervello cessa di espandersi, mentre aumenta la quantità di liquido cerebrale. L'effetto di pompaggio delle arterie cerebrali che viene prodotto dal battito cardiaco, viene soffocato e infine cessa. La posizione eretta e il maggior peso del sangue rispetto al liquido cerebrale comportano un progressivo ridursi del sangue nel cervello. Come conseguenza il metabolismo cerebrale rallenta e con esso si riducono tutte le funzioni del cervello. Gli interventi di trapanazione e, come nel caso dell'antica civiltà sudamericana di Paracas, di perforazione unita a deformazione ed espansione della scatola cranica, possono forse rappresentare un meccanismo scoperto in un lontano passato, per mantenere un alto metabolismo cerebrale o forse addirittura per aumentarlo ed espandere così le facoltà percettive umane.

di Silvia Matricardi

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27/apr/2008

Pensieri


Passai per la tua mente.....

....ma eri distratto e non te ne accorgesti
Passai dalle tue orecchie....
....ma eri sordo e non mi ascoltasti
Passai davanti hai tuoi occhi....
....ma erano chiusi e non mi vedesti
Ti presi per mano e cercai di accompagnarti
sul sentiero della vita....
....ma la tua mano si ritrasse impaurita.
Allora Mi ritirai in silenzio....
aspettando che tu possa accorgerti
del Mio Amore per te

...

13/apr/2008

la ricerca

Quando ci si incammina su di un percorso di
ricerca spirituale non possiamo mai sapere
dove ci condurrà veramente questo sentiero.
Il difficile, per la mente, è mantenere un'apertura
totale che non dia mai niente per scontato
o peggio per acquisito, perché se cadiamo nelle
trappole dell'ego materiale, parimente esiste un
ego spirituale che spesso si rivela ben peggiore.
E' il rischio di una mente che tenta di riappropriarsi
di uno spazio dalla quale in pratica è stata esclusa
trasformando aspetti dello spirito in un campo di
speculazione materiale che torna a permettergli
di spadroneggiare sul sentire del cuore.
La fede non è un dono ma una conquista, che
si consolida lungo il cammino della ricerca stessa,
non esiste un reale punto di arrivo ma solo scalini
di un'ascesa infinita, come le ottave musicali,
il fatto che noi non possiamo sentirle con i sensi
fisici non significa che non possano estendersi
senza limiti all'infinito, le note sono vibrazioni,
l'universo è vibrazione, noi siamo vibrazione,
non c'è separazione o differenza, c'è solo il limite
che noi poniamo con le nostre paure inconsce
e non ad un cammino che tutti hanno l'opportunità
e la capacità di percorrere.

ac

...


30/mar/2008

Partecipazione

Sul blog di Tayla, opss sul Taylablog è stato pubblicato
un post forte e intenso come lo spirito che anima chi
non riesce ad adattarsi e accettare passivamente la
lenta e inesorabile distruzione di questo meraviglioso
pianeta che noi chiamiamo Madre Terra e che da figli
egoisti non siamo capaci di amare e rispettare in tutte
le sue forme e vite.

Pur trattandosi di un'unica forma è frazionato nei molti
aspetti che lo compongono, alcuni dotati di ragione,
altri di istinto, altri ancora semplice materia vitale, tutti
vincolati e interdipendenti uno dall'altro.
Artefici e fruitori di un cammino evolutivo che ci lega in
un destino comune al quale tutti dobbiamo render conto.

Un'immagine bella e forse anche poetica alla quale in
molti, oggi e nel tempo, hanno sempre cercato di cambiare
volto, oppositori per convenienza propria dell'evoluzione,
perché un'entità di questa dimensione che cresce e
attraversa le porte luminose che l'Universo gli apre
non offre più nessun sostegno a questi interessi di parte,
essi continuano a diffondere modelli illusori e di menzogna
essendo i distratti facile preda di queste operazioni,
stimolano la rabbia e la divisione, l'interesse e l'egoismo,
producono modelli energetici che, chi cade nella loro
rete, alimenta abbondantemente senza rendersene conto.
Il Tibet non è che l'ultimo evento in ordine di tempo,
partito in sordina e nell'indifferenza totale 60 anni fa,
oggi esprime con chiarezza il suo volto.

Ognuno di noi, nessuno escluso, è parte integrante
di questa entità, ognuno di noi ha la libertà di scegliere
quale aspetto vuole alimentare con la sua opportunità
di vita offerta dalla Madre Terra, la sua opera seppur
spesso inconsapevole, concorre comunque alla
realizzazione del progetto finale, nel quale ognuno
di noi ha la sua collocazione e la sua opportunità
evolutiva, anche se .... purtroppo, ognuno di noi
trova mille giustificazioni per rimanere fermo sulla
linea di partenza rendendo la pista difficile e quasi
impraticabile per quei pochi che consci di questi aspetti,
cercano di percorrerla anche in favore degli altri.

ac

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